Cosa c'è dietro il sell-off del mercato azionario di inizio agosto 2024?
Data pubblicazione: 06 settembre 2024
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Negli ultimi giorni i mercati azionari globali hanno registrato un'estrema volatilità, con forti cali registrati dai principali indici. L'indice MSCI All-Country World (ACWI), indice che racchiude le principale azioni del mondo, è sceso del -6,4% in tre giorni. A partire dal 6 agosto ci sono stati alcuni segnali di ripresa, con i mercati giapponesi, statunitensi ed europei in risalita. Cosa ha guidato il sell-off e quanto dovrebbero essere preoccupati gli investitori? In primo luogo, è importante ricordare che i forti cali non sono particolarmente insoliti nei mercati azionari, anzi, in molti casi si verificano cali di oltre il 5% nel corso di un anno (e talvolta anche più del 10%). Ma quali sono stati i fattori di innesco della svendita sui mercati azionari globali? Principalmente 3, analizziamoli insieme.
PRIMO: Dati economia americana più deboli del previsto.
Nella riunione del 30 e 31 luglio, la Federal Reserve ha mantenuto i tassi d'interesse invariati ai massimi da 23 anni, nonostante alcuni segnali, ormai costanti, di indebolimento dell'inflazione. A questa decisione è seguita una pubblicazione di dati sull'occupazione, negli Stati Uniti, più deboli del previsto. Il rapporto sui salari, molto importante in America, ha mostrato che a luglio sono stati aggiunti circa 114.000 posti di lavoro, ben al di sotto delle aspettative di consenso di 175.000, mentre il tasso di disoccupazione è salito al 4,3% (una delle letture più alte post-Covid). Questi dati hanno innescato (probabilmente in maniera eccessiva ed esasperata) un timore di recessione negli Stati Uniti, e hanno generato la paura che la Federal Reserve fosse ormai in ritardo nel tagliare i tassi di interesse per stimolare la ripartenza economica.
SECONDO: La rapida ascesa dello Yen per l'aumento dei tassi in Giappone.
Mercoledì 31 luglio, la Banca Centrale del Giappone ha alzato, con una mossa quasi inaspettata, i tassi di interesse allo 0,25% (dal precedente tasso di 0,0%-0,1%). Sebbene si sia trattato di un rialzo molto modesto in termini percentuali, quanto accaduto rappresenta una novità assoluta nel mondo giapponese. Era infatti da quasi vent'anni che la Banca Centrale del Giappone non toccava i tassi, e questo ha innescato un movimento di copertura riguardante un fenomeno chiamato "carry trade": i carry trade sullo yen giapponese (in cui gli investitori prendono in prestito in yen, e investono in asset esteri a più alto rendimento) sono stati rapidamente liquidati, causando un'elevata volatilità e un rapido quanto enorme apprezzamento dello yen, causando una turbolenza di portata globale sui mercati valutari e quindi azionari. Un terremoto che quindi si è rapidamente propagato in tutto il mondo finanziario.
TERZO: Gli utili societari hanno brillato meno del previsto.
La potente svendita sui mercati globali ha coinciso con la parte finale del rilascio degli utili societari. Che, almeno in questo trimestre, sia in Europa che in USA non hanno brillato particolarmente. A cominciare dai giganti della tecnologia a stelle e strisce, per concludere con il settore del lusso in Europa, a deludere in alcuni casi sono stati proprio gli utili in sé, in altri invece le cosiddette "guidance", ovvero le previsioni dei prossimi trimestri. Ed è ovvio che se gli utili in qualche modo deludono, anche le piazze azionarie rispondano con performance negative
In sintesi quindi, sono stati questi 3 temi, combinati insieme, a scatenare la tempesta perfetta sui mercati finanziari.
Gli investitori devono quindi essere in qualche modo preoccupati? La risposta, come in molti di questi casi è data dall'orizzonte temporale e dagli obiettivi di investimento che ciascun investitore si da. Cali del genere sui corsi azionari, come già detto, seppur non sempre frequenti, possono essere interpretati come "salutari" per evitare eccessivi surriscaldamenti dei mercati. E spesso e volentieri, nel corso degli anni, vengono poi succeduti da corposi rialzi. Inoltre, a differenza di quanto avvenuto nel corso del 2022, la violenta svendita sulle azioni è stata accompagnata da una tenuta (in alcuni casi anche da un apprezzamento) delle obbligazioni. Questo evidenzia ancora una volta di più quanto sia necessario operare all'interno del portafoglio di investimento una sana diversificazione, oltre che su temi geografici, anche su temi di rischio (azioni - obbligazioni - liquidità).
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